ukraine soldierPassa spesso in secondo piano la crisi in Ucraina, non tanto nelle scalette dei mezzi di comunicazione, quanto per l’interesse reale che gli si dedica, per via forse delle vicende nostrane tra partite del cuore, migliori offerenti di bonus fiscali e servizi sociali agli anziani, ma la situazione che si sta configurando alle porte dell’Europa dovrebbe interessarci particolarmente e non solo per un’ eventuale non molto probabile rischio di conflitto militare tra superpotenze, bensì per la solita messa in scena per mascherare il vero volto della geopolitica racchiuso nel suo mantra quanto mai attuale “divide et impera” che in questo scenario potrebbe essere modiicato in “fomenta e domina”.

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24 aprile 1915

genocidio armenoIn seguito all’arruolamento di un gran numero di Armeni nell’esercito russo, il governo dei “Giovani Turchi” ordina numerosi arresti all’interno delle comunità armene, cominciando da quella di Istanbul. Cominciano le marce della morte, deportazioni verso il centro dell’Anatolia, che coinvolgono un milione e duecentomila persone, massacrate dalle milizie turche o sfinite dalle malattie o dalla fame. Il 24 aprile è il giorno in cui gli Armeni commemorano il genocidio del loro popolo, genocidio non ancora ammesso dal governo turco. 

 

Non sono mai stata populista: non lo può essere chi è venuto alla politica dal rifiuto del fascismo. Avevo visto il poveraccio fascista, quello che si era messo nelle milizie nel 1944 perché non sapeva dove andare. Conoscevo al sud chi si faceva carabiniere o seminarista per necessità ma diventava poi molto carabiniere e molto seminarista. Le scelte prima le facciamo poi ci fanno.

Rossana Rossanda

(23 aprile 1924)

rossana rossanda

23 aprile 1996

giornata mondiale del libroTre grandi della letteratura ebbero il curioso destino di morire nello stesso giorno: il 23 aprile 1616. Per questo oggi si festeggia la “Giornata mondiale del libro” celebrata dall’Unesco ricorda lo spagnolo Miguel de Cervantes (1547-1616), l’inglese William Shakespeare (1564-1616) e il peruviano Garcilaso de la Vega detto “El Inca” (1539-1616). L’evento creato dall’organismo Onu per promuovere la lettura, la pubblicazione dei libri e la protezione della proprietà intellettuale trae spunto dalla Giornata del libro spagnolo la cui prima edizione, su idea dello scrittore spagnolo Vincent Clavel Andrés (1888-1967), si celebrò con tanto di editto del re Alfonso XIII nel 1926, il 7 ottobre, giorno della nascita di Cervantes. Dal 1930 i festeggiamenti vennero poi spostati al 23 aprile, giorno dell’anniversario della morte di Cervantes ma anche giorno dedicato a San Giorgio, patrono della Catalogna, con una festa nella quale, fin dal Medioevo, era tradizione che gli uomini donassero delle rose alle donne da loro amate. Usanza che, dal 1925, vide le donne donare in cambio un libro. Quindi arrivò la decisione dell’Unesco di trasformare l’usanza spagnola in una giornata mondiale traendo spunto anche dalla coincidenza dell’anniversario della morte non solo di Cervantes ma anche di “El Inca” e di Shakespeare.

 

22 aprile 1864

in god we trust dollarsL’attuale motto nazionale degli Stati Uniti di “In God We Trust” (Noi confidiamo in Dio) appare per la prima volta su un 2 cent di bronzo, moneta emessa durante la guerra civile americana. Apparirà poi sulle banconote, con la contrarietà del presidente Roosevelt (1901–1909) che non gradiva leggere il nome di Dio sul vile denaro, insieme a quello che fino ad allora era considerato il motto ufficioso della nazione: “E Pluribus Unum” (“Da molti, uno”) riferito ai 13 Stati che formarono i primi Stati Uniti e che venne scelto dal comitato che doveva decidere lo stemma della nuova confederazione, nel 1776, all’inizio della Rivoluzione americana e che comparve sul Gran Sigillo degli Stati Uniti nel 1782. In questo singolare “derby” la spunterà infine “In God We Trust” che verrà ufficializzato quale motto nazionale con un atto del congresso del 1956, in piena Guerra Fredda e propaganda contro l’ateismo sovietico.